Crisi o ripresa dell’Odontoiatria italiana? Il futuro nelle mani dei dentisti in grado di generare una nuova domanda

La situazione economico sociale in cui viviamo ormai da qualche anno non è un segreto per nessuno.
Come poter trasformare la parola “crisi” in “ripresa” invece è un dilemma per molti, operatori del settore odontoiatrico compresi.
Su questo tema sono intervenute alcune importanti personalità del mondo sanitario, accademico e sociale in occasione dell’evento “Crisi o ripresa? Presente e futuro dell’Odontoiatria italiana” svoltosi venerdì 24 ottobre 2014 a Milano, presso la Sala Gonfalone della Regione Lombardia (Pirellone).

L’incontro è stato presentato da Luca Levrini (Università degli Studi dell’Insubria) e ha visto intervenire Fabio Rizzi (Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia), Oscar Giannino (Radio 24), Mario Longo (Eupolis Lombardia), Roberto Rosso (Key-Stone) e Andrea Zagato (Design automobili).
Rosso ha messo in luce alcuni dati importanti relativi alla professione odontoiatrica e odontotecnica: il 70% di studi e laboratori lamenta un calo di business e la maggioranza dei professionisti è pessimista rispetto la previsione per il futuro.
In questo periodo di crisi la tecnologia avanza a grossi ritmi; nonostante la chiusura dell’8% dei laboratori all’anno tra il 2009 e il 2013, molti investono in tecnologia che migliora la protesi, infatti sono triplicate in tre anni le protesi realizzate con sistemi digitali (CAD/CAM).
Rosso ha affermato che “L’andamento complessivo delle vendite si trova in una fase di rallentamento di decrescita; nel 2013 riprendono gli investimenti dopo tre anni di rinunce”. L’investimento in tecnologia è legato all’aspetto di fiducia verso il futuro della professione, mentre non ha legami con i consumi (in aumento quelli di protesi ma in recessione i prodotti odontoiatrici).
Non è da sottovalutare l’aspetto imprenditoriale. Infatti spesso il dentista risulta costare caro ma proprio a causa dell’inefficienza dello studio non riesce nemmeno a pagarsi i costi. Soprattutto in questo panorama eterogeneo, in cui il mercato è competitivo, è quanto mai necessario creare un’offerta all’altezza della domanda, una domanda assolutamente presente, che si sta ristrutturando e che esprime nuove necessità rispetto al passato alle quali il sistema dovrà adattarsi per sostenerla.
Fabio Rizzi e Mario Longo di Regione Lombardia hanno dipinto molto bene la situazione del territorio: oltre il 60% dei cittadini lombardi non accede alle cure odontoiatriche. Gli obiettivi per il loro mandato si concretizzano in primo luogo nel riportare l’Odontoiatria a Scienza Medica; in secondo luogo rafforzare e implementare l’offerta odontoiatrica pubblica; in ultimo migliorare la cultura e la formazione, vale a dire aiutare i cittadini a capire che la prevenzione per la salute della popolazione è il bene di tutti.
Il pensiero di Andrea Zagato e quello di andare in una direzione di mercato molto particolare: creare una nicchia e non aumentare il consumismo. La realtà aziendale di Zagato dimostra come la crisi offra grandi opportunità che bisogna saper cogliere; Zagato è diventato un produttore progettuale (grazie alla tecnologia CAD CAM) in modo che il cliente possa costruire la propria auto in versione Zagato da collezione.
Il giornalista Oscar Giannino ha confermato con i dati la stessa tendenza al pessimismo della popolazione italiana che Rosso ha documentato per il settore odontoiatrico.
I problemi legati al momento di crisi sono frutto di problemi presenti già prima dell’Euro. Nello specifico l’Italia soffre da tempo di bassa partecipazione all’occupazione (sul totale della popolazione italiana lavora 1 persona su 3), bassa produttività di capitale finanziario e troppo poco capitale immateriale (idee, brevetti…) e dispendio di risorse dovuto al peso dell’economia pubblica.
Tutti i relatori, impegnati in un messaggio per i giovani, erano concordi nell’importanza di focalizzare le energie sull’attività prescelta (clinica o manageriale), lavorando sul confronto con la categoria e sulla possibilità di diversificare l’attività per sfruttare anche le nicchie di mercato.

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