Leggi l’intervista completa alla Dr.ssa Ghianda-Docente del Corso di Comunicazione

glad_flyer_17

La comunicazione efficace è alla base della gestione di uno studio odontoiatrico, spesso invece il “saper comunicare” è un aspetto che viene sottovalutato.
In vista del corso di Comunicazione che si svolgerà il 23 maggio a Rimini, abbiamo chiesto alla Dott.ssa Ghianda, relatrice del corso, laureata in scienze e tecniche psicologiche, di aiutarci a capire in che modo il corso può aiutare i professionisti nella loro attività quotidiana.


DOTT.SSA GHIANDA, IN CHE MODO LE SUE CONOSCENZE IN AMBITO PSICOLOGICO POSSONO ESSERE UTILI AD UNO STUDIO ODONTOIATRICO

La psicologia studia i processi intrapsichici dell’individuo, il comportamento umano individuale e gruppale, i rapporti tra il soggetto e l’ambiente. La cura della psicopatologia, del disagio personale, contesti ai quali più spesso la psicologia viene relegata, non sono che alcuni dei possibili campi di applicazione.

Aprirsi a conoscenze, seppur basiche, di natura psicologica significa darsi la possibilità di approfondire la comprensione dell’essere umano che abbiamo di fronte. Riuscirne a capire un po’ meglio bisogni, paure, emozioni, aspettative può rappresentare un traguardo in grado di cambiare sostanzialmente la qualità dei nostri scambi relazionali quotidiani.

Questo diviene tanto più necessario se si parte dal presupposto che il successo di un intervento terapeutico non dipende solo da fattori medici in senso stretto, ma anche, e forse soprattutto, dall’espressione della qualità della relazione umana instaurata tra quel medico e quel paziente.
Una relazione efficace dal punto di vista terapeutico è quella in cui il paziente si sente compreso, seguito con attenzione, è quella in cui sperimenta fiducia, rispetto ed impegno. Solo all’interno di una relazione basata su apertura, empatia, accettazione non giudicante questi può soddisfare il bisogno di sicurezza, di affidamento, di percepirsi unico.

Nozioni psicologiche di base diventano lo strumento principe per quei medici interessati ad abbandonare un approccio basato solo su intuizione e buon senso, per abbracciare, piuttosto, scambi comunicativi e relazionali consapevoli, in sintonia con la natura psicologica del paziente, così diverso di volta in volta, al fine di rendere il rapporto di cura profondo e personale, passando dal semplice “curare” al “prendersi cura”.


QUINDI, DAL SUO PUNTO DI VISTA, UNA COMUNICAZIONE EFFICACE CONTRIBUISCE FORTEMENTE AD INCREMENTARE L’ATTIVITA’ DELLO STUDIO?

Gli esseri umani vogliono essere “visti”, vogliono essere considerati importanti, vogliono essere compresi. In ambito medico vogliono potersi fidare e affidare, sapendo che quel medico saprà prendersi cura di loro, saprà cogliere le loro paure, facendogliele soprattutto esprimere, saprà accettare i loro bisogni, senza giudicarli, saprà gestire le loro aspettative, sapendole contenere se irrealizzabili. Considerando che il 70% della popolazione vive con apprensione la visita odontoiatrica, mentre il 15% è fobico, per cui evita sistematicamente il trattamento, lei quale pensa sia la strada da percorrere per uno studio odontoiatrico che voglia incrementare la propria attività? La lascio nell’atroce dubbio.


IL CORSO NON E’ RIVOLTO SOLO AGLI ODONTOIATRI, MA ANCHE AD ALTRI COMPONENTI DEL TEAM DELLO STUDIO. PERCHE’ è IMPORTANTE COINVOLGERLI IN QUESTA OCCASIONE?

Perché il gruppo è una risorsa, perché non vince il singolo ma la squadra, perché uno staff affiatato produce una energia palpabile. Perché è importante che tutto il team di collaboratori sia orientato alla cura del paziente, fin dal primo momento in cui questi prenderà un appuntamento telefonico, sempre che decida poi di presentarsi a quell’appuntamento, il che dipenderà anche da quanto si sarà sentito accolto dalla segretaria preposta alla gestione del centralino telefonico.
Valorizzare i pazienti, costruire rapporti empatici, fidelizzarli e renderli soddisfatti, presentare piani di cura appropriati capaci di indurre alla compliance è un lavoro di squadra, che solo un team odontoiatrico armonico può garantire.
Sempre più spesso la parte clinica sanitaria rappresenta solo la punta dell’iceberg. Ebbene, chiunque abbia avuto occhi perspicaci avrà capito che questa, da sola, non basta più.


IL SUO CORSO VIENE DEFINITO TEORICO-PRATICO. COME VIENE GESTITA LA PARTA PRATICA?

Io sono formata in Analisi Transazionale e Psicodramma moreniano, due diverse discipline psicologiche. L’Analisi Transazionale, con il suo linguaggio fruibile anche a chi è digiuno di conoscenze in campo psicologico, è un buon strumento di “alfabetizzazione relazionale”, capace di fornire indicazioni comportamentali dal sapore “scientifico”, a cui è più facile affidarsi. Inoltre, risulta una griglia teorica in grado di creare una comune lettura dei comportamenti, facilitandone la condivisione e la verifica.
Lo Psico-Sociodramma è un approccio di gruppo che attinge alla sfera dell’espressione teatrale, con la quale ha in comune il “mettere in scena”, l’esprimere, l’agire, l’osservare, il rispecchiare, rispondendo così alle esigenze di una moderna formazione comportamentale centrata sulla valorizzazione dell’emozionalità.
L’insieme delle due discipline conduce ad una metodologia esperienziale fatta di “giochi di ruolo”, lavori di gruppo, analisi di autocasi, “sociometrie”, simulazioni, momenti di discussione e confronto che consentendo di valorizzare l’esperienza soggettiva, rendendo i partecipanti protagonisti dell’intervento formativo. Gli elementi teorici forniti nascono dalle riflessioni prodotte in seguito alle attività pratiche e vengono più facilmente metabolizzati grazie alla sperimentazione in aula.
In particolare, il lavoro sugli auto-casi rende l’intervento formativo decisamente concreto, perché ancorato alla vita lavorativa dei corsisti. L’utilizzo della “drammatizzazione” per fare una analisi del caso personale, consente una proficua ristrutturazione del ruolo professionale. L’identificazione, da parte dei partecipanti, anche di una sola nuova opzione praticabile comporta il superamento di un limite rigido e l’accesso ad una nuova risorsa prima inutilizzata. Le persone sono coinvolte nella loro totalità (aspetti cognitivi, corporei, emotivi, affettivi, espressivo-creativi, relazionali): la conoscenza di sé si fa più intensa, l’autoconsapevolezza cresce, la memorizzazione dei nuovi apprendimenti si radica nel tempo. Il gruppo lavora all’unisono, rappresentando una vera risorsa, in quanto luogo ideale di confronto, scambio e mutuo apprendimento.